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Fassone del Piemonte

Secondo una delle teorie più autorevoli, la razza piemontese è nata dall'imprigionamento di un tipo di bovino avvenuto durante il periodo Pleistocenico.

Questi bovini vivevano tra la catena delle Alpi e quella degli Appennini e i loro movimenti erano impediti dalla formazione di una vasta area di paludi ed acquitrini dalla bassa valle del Tanaro fino alla Dora Baltea.

Tale zona, corrispondente più o meno all'attuale Piemonte, restò chiusa, permettendo così a questi animali di svilupparsi indisturbati in funzione degli adattamenti climatici.

Circa 30 mila anni fa, nell'area sopra descritta, si inseì' un gruppo di bovini zebù, proveniente dal centro del continente euro-asiatico (probabilmente dall'India).

L'integrazione tra questi zebù e i bovini autoctoni avvenne intorno ai 15-20 mila anni avanti Cristo e portò alla formazione della razza bovina piemontese. Questo dimostra come la razza piemontese non sia nata, come altre razze, da manipolazioni sul patrimonio genetico.

I caratteri principali di questa razza sono un mantello chiaro che, nei tori, assume colorazione grigia nel collo, nelle spalle e nelle cosce.

La Piemontese è una delle razze più pregiate al mondo, la sua carne è unica, magra, ma allo stesso tempo particolarmente gustosa; inoltre ha una discreta predisposizione anche per la produzione di latte.

Del bovino di Razza Piemontese si può mangiare tutto, dal filetto al sottofiletto, dalla coscia alla spalla e poi ossobuco, testina, lingua, coda e il cosiddetto "quinto quarto'' che, se l'animale è stato allevato come di dovere, è la quintessenza dei sapori.
La razza bovina piemontese fa parte dei presidi di Slow Food.

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